Il valore prognostico della tachicardia ventricolare non sostenuta subito dopo infarto STEMI è limitato


I Ricercatori dello studio DANAMI-2 hanno confrontato la prevalenza e le implicazioni prognostiche della tachicardia ventricolare non sostenuta ( TVNS ), individuata subito dopo infarto STEMI ( infarto miocardico con sopraslivellamento ST ) nei pazienti randomizzati alla fibrinolisi o all’angioplastica primaria.

La registrazione Holter è risultata disponibile in 1.017 pazienti ( fibrinolisi, n = 501; angioplastica, n = 516 ).

La percentuale di tachicardia ventricolare non sostenuta è stata dell’8.8% nel gruppo sottoposto a fibrinolisi e dell’8.1% nel gruppo angioplastica primaria.

Nel corso del periodo osservazionale di 4.3 anni ( valore mediano ) 116 pazienti sono morti ( fibrinolisi versus angioplastica, HR = 1.1; p = 0.47 ).

All’analisi univariata i pazienti con tachicardia ventricolare non sostenuta, sottoposti a fibrinolisi, hanno presentato una più alta mortalità rispetto ai pazienti senza TVNS ( p < 0.001 ).
Tuttavia, dopo aggiustamento per altri fattori di rischio, l’associazione tra tachicardia ventricolare non sostenuta e mortalità non è risultata statisticamente significativa.

Nei pazienti sottoposti ad angioplastica primaria, la tachicardia ventricolare non sostenuta non è risultata associata alla mortalità sia all’analisi univariata che a quella multivariata.

Da questo studio è emerso che il valore prognostico della tachicardia ventricolare non sostenuta, riscontrata subito dopo infarto STEMI, è limitato. ( Xagena2007 )

Hofsten DE et al, Eur Heart J 2007; 28: 407-414


Cardio2007


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